Un libro che ho aspettato e su cui, finalmente, sono riuscita a mettere le mie zampine. Avete presente quei romanzi che, senza essere troppo pretenziosi, regalano un sacco di perle di saggezza? Ecco, Che ci importa del mondo, è uno di quelli.
La storia vede protagonista Viola, una giovane madre che combatte ogni giorno per crescere il suo bambino, facendo lavori che non le piacciono e intrattenendo rapporti con persone di cui farebbe volentieri a meno. Una donna acuta ed intelligente alla ricerca del vero amore.
Amo Selvaggia Lucarelli con la sua ironia, il suo sarcasmo pungente e questo romanzo mi ricorda la sua vita e quello che grazie al gossip si conosce. Ma di questa vita, si vede tutto ciò che sta dietro: quello che forse intuiamo, ma che non conosciamo. Il lavoro da opinionista in trasmissioni trash (Giusy Speranza è l'illuminata Barbara D'Urso?); la fatica e l'immensa gioia del crescere un figlio intelligente e spontaneo da sola; le amiche che ci sono sempre, nella buona e nella cattiva sorte...
Un romanzo che regala speranza a noi donne, vittime di mariti inutili, di discriminazione e pregiudizi. Un romanzo vero, dalla prima all'ultima parola. Esageratamente esagerato, ma vero, per chi ne sa cogliere il senso e leggere tra le righe.
Un libro che consiglio a tutti, ma soprattutto alle donne: a quelle che si sentono imperfette, inadeguate, a quelle che sognano ed anche a quelle che hanno smesso di farlo. Il ritmo è veloce, infarcito di ironia, quell'ironia fantastica della Lucarelli. E tra una risata ed un'altra, c'è anche spazio per commuoversi. Grazie Selvaggia.
"Conserva, piccolo mio, il tuo amore per gli slanci . Per le dichiarazioni d'amore improvvise, per gli abbracci, i ti amo, i quanto ti voglio bene, i sei bellissima, i vieni qui da me. Avvolgile, le persone che ami. Non ti risparmiare, mai, che tutto ciò che non si dice, prima o poi, cerca voce. E se non gliela dai al momento giusto, poi avrà quella dei rimorsi, della ruggine, dell'irrisolto. Non c'è scampo. Vivi, Orlando. Buttati. Sii vittima di qualche passione e carnefice di qualche conformismo"





