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venerdì 14 novembre 2014

Quando Dio era un coniglio di Sarah Winman


Questo è uno di quei libri per la vita. Quelli che vuoi rileggere nel tempo. Un romanzo che ho acquistato in formato digitale e che voglio assolutamente avere anche in forma cartacea e mettere in bella mostra sulla libreria.
Come si evincerà, l'ho amato alla follia. Non vedevo l'ora di ritagliarmi uno spazio per continuare a leggerlo ma, allo stesso tempo, temevo la sua inevitabile fine. 
Ma andiamo con ordine. 
Quando Dio era un coniglio racconta la storia, attraverso le parole della protagonista Elly (che si rivolge direttamente al lettore), della sua famiglia in un periodo di tempo di circa 30 anni. Una vicenda che si svolge tra la Cornovaglia, Londra e New York. 

lunedì 10 novembre 2014

La cena delle bugie di Danielle Hawkins


Ecco uno di quei libri, il cui titolo tradotto in italiano non c'entra una cippa (si può dire cippa?) con la storia e col titolo originale,  Dinner at Rose's. Quando acquisto un libro, oltre a cercare più informazioni possibili sul web (trama, recensioni, ecc), dò importanza anche al titolo, e persino alla copertina se devo dirla tutta. 
Ma vabbeh. 
Questo romanzo racconta la storia di Josephine, una fisioterapista che, dopo una pesante rottura sentimentale, ritorna nella campagna da cui proviene, intrecciando la sua vicenda personale con quella di un suo caro amico d'infanzia, di una zia acquisita e della loro famiglia.

giovedì 6 novembre 2014

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs


Di questo romanzo avevo sentito un gran bene e, spinta dalla curiosità letteraria (che non si esaurisce mai, purtroppo per il portafoglio!), l'ho acquistato sul kindle. Specifico sul kindle perchè pare che in formato cartaceo sia un libro molto ben rilegato e affascinante anche alla vista.
La storia è quella di Jacob, un sedicenne, e del suo rapporto affettivo col nonno, Abram, ragazzino durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla morte di Abram, Jacob decide di voler conoscere interamente la storia dell'amato nonno ed inizia da alcune fotografie particolari. 
E fin qui, ci si potrebbe aspettare un bel racconto. In realtà, il romanzo è decisamente fantasy e, personalmente, non amo questo genere. 

mercoledì 22 ottobre 2014

Cacciatori di frodo di Alessandro Cinquegrani


Ultimo libro letto, gentilmente regalatomi da un amico.

La storia si svolge in Veneto e racconta di Augusto, un uomo di mezza età con un bagaglio di vita non indifferente e di sua moglie Elisa, che ogni giorno percorre 12 km a piedi, in camicia da notte, per sdraiarsi sulle rotaie del treno ed attendere la morte.
La trama mi aveva incuriosita parecchio e  non mi ha affatto delusa.

La prima cosa che salta all'occhio, quando ci avventuriamo in questo libro, è il linguaggio usato dall'autore. Appare complesso, ripetitivo, monotono. E' difficile farlo nostro: a volte è irritante, a volte pesante. Ma basta non gettare la spugna e proseguire nella lettura, per entrare in questo vorticoso meccanismo fatto di pensieri sparsi, di ricordi che si alternano a momenti del presente. Basta qualche pagina in più per riconoscere a questo linguaggio una certa musicalità intrinseca, una vena poetica: una nenia che ci entra dentro. Ho paragonato il modo di scrivere di Cinquegrani alla canzone "Alla fiera dell'Est" di Branduardi. Il racconto ci viene propinato a piccole dosi, un po' alla volta, un piccolo tassello dopo l'altro.  In questo modo, è difficile perdere il filo del discorso, perchè il racconto si ripete ciclicamente, senza però stancare. L'autore, che fa parlare il protagonista attraverso i suoi pensieri e tarli interiori, dosa sapientemente il tempo del racconto, con frasi lunghissime, aumentando in noi l'ansia, lo smarrimento (a volte) e l'attesa. 

La storia rimanda alla Bibbia, per certi versi ed in particolare a tre passaggi: la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre,  la storia di Caino e Abele, il Diluvio Universale.
Augusto è un uomo onesto, forse passivo, un padre di famiglia,  che sta vivendo il suo inferno personale. Un treno (appunto) che ha travolto il suo passato, ripercuotendosi irrimediabilmente sul suo futuro. Un uomo che sono riuscita ad immaginarmi: una vita pesante, faticosa...forse neppure degna di essere chiamata vita. Forse una morte lenta, lentissima...Un viaggio verso il binario dove Elisa si sdraia ogni mattina e un viaggio nel passato, in quei tanti errori, sensi di colpa, credenze, cose non dette. Tragedie che dal paradiso in terra hanno portato i due coniugi nell'inferno più nero. Due vite sospese, senza tempo in cui ogni più piccolo particolare, come una pioggia battente, rimanda a cose che furono, a persone, a segreti mai confessati, a pensieri. Perchè è questo che fa il protagonista tutto il santo giorno: pensa e vive ormai meccanicamente, come un automa accanto ad un burattino, sua moglie. L'ambiente circostante, una casa fatiscente, una natura ribelle sembrano quasi partecipare al disagio morale dei due protagonisti. Il presente scorre lento, lentissimo, il passato è forte, vigoroso, fa male. Si parla di tradimenti, di attacchi di panico, di padri e figli, di vita, sostanzialmente. E' un piccolo grande viaggio di un uomo mediocre, verso il terribile.

Un bellissimo libro che tocca le corde più profonde in cui credo ognuno potrà trovare un po' di se stesso. L'ho letto d'un fiato, nonostante lo sgomento iniziale. Storie difficili, pesanti come una montagna che ti rimangono dentro e  ti rendi conto che tutti hanno la loro piccola (o grande) pena da espiare. Tutti hanno qualche sasso in tasca. Un'autoanalisi che forse un po' tutti dovremmo concederci, qualche volta.  Consigliato!

"Ho sempre avuto paura, penso mentre cammino sul binario morto badando a non mettere i piedi sui sassi per non rovinare le scarpe, sempre avuto paura di qualcosa, la mia vita, penso, è sempre stato uno scadenzario di passività, penso, in tutta la mia vita non ho fatto che subire il destino, che galleggiare o sopravvivere nello spazio che mi era concesso, senza alzare i gomiti, penso, e forse il mio onesto lavoro, il mio onesto badare onestamente alla famiglia, non è stato che un modo per non fare di più, per non compromettermi di più, penso, e fare soltanto quel poco per galleggiare nella medietà, penso mentre vado a riprendermi mia moglie che aspetta che il treno le faccia cadere la testa giù dall'argine e nel fiume...".



giovedì 18 settembre 2014

Che ci importa del mondo di Selvaggia Lucarelli


Un libro che ho aspettato e su cui, finalmente, sono riuscita a mettere le mie zampine. Avete presente quei romanzi che, senza essere troppo pretenziosi, regalano un sacco di perle di saggezza? Ecco, Che ci importa del mondo, è uno di quelli.

La storia vede protagonista Viola, una giovane madre che combatte ogni giorno per crescere il suo bambino, facendo lavori che non le piacciono e intrattenendo rapporti con persone di cui farebbe volentieri a meno. Una donna acuta ed intelligente alla ricerca del vero amore.

Amo Selvaggia Lucarelli con la sua ironia, il suo sarcasmo pungente e questo romanzo mi ricorda la sua vita e quello che grazie al gossip si conosce. Ma di questa vita, si vede tutto ciò che sta dietro: quello che forse intuiamo, ma che non conosciamo. Il lavoro da opinionista in trasmissioni trash (Giusy Speranza è l'illuminata Barbara D'Urso?); la fatica e l'immensa gioia del crescere un figlio intelligente e spontaneo da sola; le amiche che ci sono sempre, nella buona e nella cattiva sorte...
Un romanzo che regala speranza a noi donne, vittime di mariti inutili, di discriminazione e pregiudizi. Un romanzo vero, dalla prima all'ultima parola. Esageratamente esagerato, ma vero, per chi ne sa cogliere il senso e leggere tra le righe.

Un libro che consiglio a tutti, ma soprattutto alle donne: a quelle che si sentono imperfette, inadeguate, a quelle che sognano ed anche a quelle che hanno smesso di farlo.  Il ritmo è veloce, infarcito di ironia, quell'ironia fantastica della Lucarelli. E tra una risata ed un'altra, c'è anche spazio per commuoversi.  Grazie Selvaggia. 

"Conserva, piccolo mio, il tuo amore per gli slanci . Per le dichiarazioni d'amore improvvise, per gli abbracci, i ti amo, i quanto ti voglio bene, i sei bellissima, i vieni qui da me. Avvolgile, le persone che ami.  Non ti risparmiare, mai, che tutto ciò che non si dice, prima o poi, cerca voce. E se non gliela dai al momento giusto, poi avrà quella dei rimorsi, della ruggine, dell'irrisolto. Non c'è scampo. Vivi, Orlando. Buttati. Sii vittima di qualche passione e carnefice di qualche conformismo"



lunedì 1 settembre 2014

Prima di dire addio di Giulia Beyman


Ultimo romanzo letto, prima delle vacanze. Un thriller poliziesco davvero molto carino e ben scritto. Ma partiamo dalla trama. Joe, un poliziotto, viene ucciso in borghese mentre si trova in banca, da un rapinatore. Nora Cooper, la protagonista, nonché sua moglie, rimane sola, senza il suo amore, dopo 35 anni d'amore. In più, scopre che il suo Joe prima di morire

giovedì 28 agosto 2014

Il giocattolaio di Stefano Pastor

Ultimo libro letto e, lo dico subito, non mi è piaciuto granchè. 
La storia si svolge in una non ben specificata periferia italiana: un quartiere povero con abitazioni fatiscenti, in cui vivono clandestini, bambini abusati e adolescenti soli. In questo scenario, vivono anche i protagonisti. Mina, una adolescente troppo matura per la sua età. Jon, un clandestino giovane e orgoglioso. Peter, un uomo poco cresciuto considerato dagli altri "diverso".