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mercoledì 9 luglio 2014

Cleo di Helen Brown








Partiamo innanzitutto dall'autrice. Helen Brown è una giornalista, scrittrice e conduttrice originaria della Nuova Zelanda. Attualmente vive in Australia con la sua bella famiglia. 

Questo libro è basato su una storia vera, quella di Helen e della sua famiglia, nonché di una gattina molto particolare.
La trama ruota attorno ad un lutto, brutto, bruttissimo, forse il peggiore che ci possa essere. Un lutto che si è soliti definire "contro natura". E c'è una madre, ancora Helen, che grazie all'amore di una gatta nera, testarda e dolce come il miele,  segue un percorso di salvezza e di rinascita.
La piccola Cleo accompagna le vicende dei protagonisti: li conforta, li diverte, li fa sorridere. Dapprima ospite scomodo, si fa adorare proprio come una dea.

Un libro a tratti strappalacrime, con i suoi lutti ed il suo dolore. A tratti divertente. A tratti anche noioso. Mi sono arenata in alcuni punti. Il linguaggio è semplice, lineare ma a volte la storia risulta troppo lenta. Il finale, però, pieno di poesia ed insegnamenti sulla vita, si fa perdonare tutto. Se avete un gatto, questo libro vi piacerà. Se non siete tipi da gatti, probabilmente vi piacerà lo stesso. Sicuramente vi commuoverà. 
Non l'ho trovato un libro meraviglioso, come molti l'hanno definito, ma carino sì. Una lettura semplice, commovente. Una storia come tante, putroppo, che insegna l'importanza della presenza degli animali nella nostra vita: il loro amore incondizionato. 
E in particolare il gatto: un essere fiero, che si dona quando desidera e si nega allo stesso modo. Un animale affascinante, enigmatico fino alla fine.

"Uno dei molti modi in cui i gatti sono superiori agli esseri umani è il controllo che hanno sul tempo. Evitando di sezionare gli anni in mesi, i giorni in ore e i minuti in secondi, i gatti si risparmiano un sacco di ansie"

"Ma se Philip aveva intenzione di buttarsi sul serio, doveva cercare di comprendere l'impatto emotivo che aveva la perdita di un figlio. Anche se avessimo trascorso il resto della vita insieme e avessimo avuto dei figli nostri, ci sarebbe sempre stata una parte di me alla quale lui non avrebbe avuto accesso. La parte che voleva ancora bene a Sam e che ancora soffriva per lui"





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