Primo e purtroppo ultimo romanzo di Susan Harrison, una scrittrice australiana, morta poco dopo la pubblicazione di La sposa silenziosa di tumore.
Questo libro racconta la storia di una coppia: Jodi, una psicoterapeuta part time e Todd, un imprenditore edile. Ma soprattutto ci parla di un amore, mai coronato dal matrimonio, nonostante il titolo, durato 20 lunghi anni. 20 anni di passione, amore, aiuto reciproco, abitudini, sicurezza affettiva.
Un bel giorno, tutto questo si sgretola: basta un tradimento e il rapporto si rompe, per sempre, lasciando posto alla crudeltà, alla vendetta ed ad una nuova vita.
Questo libro affronta in modo delicato il tema del tradimento e dei rapporti di coppia, quelli non sanciti da un vincolo matrimoniale.
La vicenda viene divisa per capitoli: "lui" per le pagine dedicate al punto di vista di Todd e "lei" per quelle dedicate al punto di vista di Jodi.
Un modo per stimolare l'interesse del lettore ed esporre i fatti da due punti di vista differenti.
Jodi è forte, composta, ottimista per natura, ama prendersi cura del suo uomo e coccolarlo con la cucina. Todd ama Jodi ma non si lascia sfuggire qualche scappatella.
Tutto sommato un romanzo carino, molto psicologico, incentrato sul presente ma anche sull'infanzia dei due protagonisti e sui loro segreti più segreti.
Il ritmo, purtroppo, ne risente un po': risulta un po' lento ed a volte La sposa silenziosa appare noioso. I dialoghi sono pochi e le descrizioni diverse. Ma è soprattutto l'interiorità dei protagonisti ad essere al centro della vicenda.
Tutto sommato si fa leggere, anche se il finale risulta un po' confuso. Peccato.
"Quando sostiene che le persone non cambiano, Jodi intende dire che non cambiano in meglio. Quanto a mutare in peggio, quello non si discute. La vita tende ad esigere il suo tributo dalla persona che pensavi di essere. Lei una volta era una donna gentile, gentile in tutto e per tutto, ma ormai non può più sostenerlo. Una volta ha lanciato il cellulare di Todd nel lago, con tanto di messaggio da un contatto femminile, che lo chiamava <lupacchiotto>. Un'altra volta gli ha messo i boxer in una lavatrice di roba colorata. Non va fiera della sua condotta. Le piacerebbe pensare di essere superiore, di accettarlo così com'è, di non essere una di quelle donne che, pur avendo scelto consapevolmente, sentono che i loro uomini sono in debito; però considera le proprie trasgressioni delle bagatelle in confronto alla libertà che lui si concede senza limitazioni".




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